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OSSERVAZIONI SULLE TERAPIE NON CONVENZIONALI PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 14 Aprile 2010 19:21

IL PUNTO DI VISTA DI UN "ADDETTO AI LAVORI" SULLE TERAPIE NON CONVENZIONALI.  

A cura del dott. Nicola Turco ESTRATTO DI VISCHIO

Molte forme di cancro sono curabili, ma una diagnosi di cancro determina sempre paura e sgomento;
la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia sono le terapie maggiormente utilizzate per la loro cura; queste metodiche terapeutiche ufficiali possono essere integrate da terapie complementari, usate per regolare e stimolare le capacità di autodifesa dell’organismo durante il trattamento antitumorale rendendo il tumore più sensibile a questi stessi trattamenti e /o alleviando i loro effetti secondari.Oggi parliamo del trattamento complementare antitumorale con preparazioni a base di vischio (viscum album) .Questa pianta era conosciuta sin dall’antichità e i druidi celti, che la consideravano sacra, la usavano come medicinale contro qualsiasi male.

I naturopati dell’età moderna hanno confermato il potere terapeutico di questa pianta che hanno usato con successo per curare l’epilessia, i disturbi isterici, il congelamento, la regolazione della pressione e della circolazione sanguigna, le emorragie e le malattie metaboliche croniche come il diabete.
Fu Rudolf Steiner, filosofo e medico tedesco fondatore della medicina antroposofica, ad indirizzare nel 1916 le proprie ricerche verso un rimedio anticancro a base di vischio.
Del vischio gli antroposofi usano la pianta intera da cui viene ricavato un estratto che viene lasciato fermentare con il lactobacillus plantarum, poi filtrato, diluito e veicolato in fiale iniettabili.

Studi clinici sono stati effettuati sull’uso di estratti di Viscum album per il trattamento del cancro.
La maggior parte di questi studi sono stati effettuati alla Lukas Klinik in Arlesheim (Svizzera), ma anche al Ludvig Boltzmann-Institute di oncologia in Austria e alla Clinica Dermatologica dell’Università di Basilea.
Il vischio è una pianta semiparassita perché forma la clorofilla ma non può vivere da solo in modo autotrofo: è costretto a vivere su un ospite. Altri semiparassiti, come le orchidee, vivono su piante morte oppure in materiale organico; il vischio ha bisogno di un organismo vivente, di un albero. Però non è un vero parassita, di quelli che vivono a spese dell’ospite e lo danneggiano in quanto la vita dell’albero non viene compromessa. Il vischio (Viscum album) è una pianta semiparassita che vive su numerose specie di alberi (inclusi querce, pioppi, abeti, meli,pini) che  argina la virulenza del fenomeno tumorale supportando il sistema immunitario naturale  e apportando un notevole benefico effetto sulle sintomatologie. Il Vischio contiene una lectina citotossica che in vitro ha azione distruttiva sulle cellule tumorali. It also contains a number of cytotoxic proteins and polypetides (viscotoxins). Essa contiene inoltre una serie di proteine citotossiche e polipeptidi (viscotossine). Diverse lectine hanno azione sia citotossica che  immunostimolante.  Esse  inducono  necrosi tumorale, aumentano l'attività delle cellule killer naturali, aumentano la produzione di interleuchina 1 e 6, attivano  i macrofagi, inducono  la morte cellulare programmata (apoptosi), e proteggono il DNA delle  cellule normali durante la chemioterapia.L’immunità naturale è la capacità da parte dell’organismo di difendersi da attacchi batterici , virali e tumorali  i cui capisaldi sono rappresentati, appunto, dalle cellule Natural Killer    che uccidono  le  cellule tumorali e dai macrofagi  ( ogni giorno 100 milioni di macrofagi si immolano per difenderci da miriadi di aggressori ) e che svolgono una complessa attività di difesa in tutti i tessuti con produzione di interleuchine , interferoni ecc.

Il potenziamento della immunità naturale rappresenta un baluardo per controllare la continua crescita di cellule tumorali che si sviluppano ogni giorno nel nostro organismo; il vischio supporta il sistema immunitario, stimolando il timo, organo centrale delle reazioni immunitarie. Si è visto che dopo ventiquattr’ore dalla somministrazione c’è un aumento di numero e di attività dei linfociti natural killer, che sono quei globuli bianchi (circa il 20-25% di tutti quelli che circolano nel sangue) che svolgono un’attività di distruzione specifica di cellule infettate da virus o di cellule tumorali; inoltre aumentano i livelli di Tumor Necrosis Factor, delle interleukine e l’attività dei macrofagi.
Il vischio aiuta anche la rigenerazione dei tessuti produttori di globuli rossi dopo i trattamenti di irradiazione. D’altra parte il Viscum album è in grado di inibire o rallentare la crescita del cancro.

Il vischio dunque può spesso portare ad una stabilizzazione a lungo termine del tumore maligno e ad un buono stato di salute generale (con pazienti che continuano a poter andare al lavoro).

L’effetto principale del vischio, contro lo sviluppo dei tumori, sarebbe dato da una regolazione guidata, delle funzioni del DNA, contro geni degenerati (virus?) e viene  favorito mediante (stimolo?) del cAMP, nel senso di una riduzione della crescita sregolata ed indifferenziata delle cellule cancerogene.
In conclusione nel vischio abbiamo un’efficacia citostatica  unita con una stimolazione immunitaria.Il vischio  alle diverse diluizioni, acquista un effetto di regolazione, durevole mediante aumento delle difese ( aumento dei leucociti ) e questo si può evidenziare clinicamente con la comparsa di febbricola ( aumento fino a 38-38,5°C) indice della mobilitazioni delle difese.Questa “febbre terapeutica propria di ciascun paziente” non deve mai essere combattuta con provvedimenti antifebbrili di qualsiasi genere essi siano; bisogna lasciare che, almeno per i primi tempi, la reazione febbrile terapeutica possa realizzare appieno i suoi effetti di stimolo sul sistema immunitario naturale.Intorno al punto d’iniezione può manifestarsi una zona d’infiammazione, caratterizzata  da rossore, con margini irregolari ed eventualmente prurito che in genere tende a risolversi spontaneamente.Si inocula nella zona che rappresenta l’organo o nei linfonodi afferenti e si utilizzano tipi diversi di vischio ( in base all’albero ospite  quercia/melo/pino) in rapporto ai diversi tipi di tumore e al sesso del paziente. La frequenza delle iniezioni è in rapporto allo stato di avanzamento della neoplasia e alla risposta individuale alla sostanza.Il nostro gruppo utilizza , in associazione ai preparati a base di vischio, anche farmaci omeopatici e/o omotossicologici per  determinare una azione drenante e disintossicante,sia organica che della matrice intercellulare, finalizzata ad espellere i prodotti tossici che si sono accumulati in organi e tessuti. Tale procedura comprende pure l'attivazione degli organi escretori (polmoni, reni, ecc.), per permettere all'organismo di estromettere le tossine. A completamento del trattamento a base di vischio nei pazienti neoplastici un’attenzione particolare viene riservata alla nutrizione, intesa sia come sostegno al mantenimento di un adeguato stato nutrizionale, sia come apporto di sostanze e/o elementi  ad alto valore antiossidante che tentano di arginare il processo catabolico in atto. Il fine primario di ogni organismo è la conservazione di se stesso e ciò si manifesta nella sua capacità di autoguarigione proprio ciò che con la terapia a base di vischio ci proponiamo di  raggiungere;  l’esperienza di tanti anni di lavoro ci ha insegnato che "piccoli stimoli " possono guarire come piccole chiavi in grado di aprire le grandi porte dei complessi meccanismi di regolazione, compenso e recupero delle funzioni vitali. Per noi quindi è acclarato, che accanto ad una medicina basata sull’evidenza, esiste anche una medicina basata sul paziente per cui giustamente, in questo caso, possiamo parlare di terapia «dolce». 

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Ultimo aggiornamento Domenica 26 Settembre 2010 20:03