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SE IL CUORE VA PIANO... PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 09 Ottobre 2010 06:32

SE IL CUORE  VA PIANO,
VA SANO E VA LONTANO

Di Giovanni Alma
 Cardiologo

Specialista Ambulatoriale

Come gli occhi sono lo specchio dell’anima, così il battito cardiaco è lo specchio dello stato emotivo degli esseri viventi e soprattutto dell’essere umano.
Tutto ciò che ci emoziona, come l’amore, la paura, l’ansia, un esame, ecc.,ci fa battere forte forte il cuore , così come uno sforzo fisico.


Questo serve all’ organismo per aumentare la propria efficienza ed essere in grado di aggredire, di difendersi o di scappare con maggiori possibilità di sopravvivenza,di affermazione sociale e professionale, di riproduzione per portare a compimento quello che è sempre stato il progetto principale della “ VITA “ cioè la conservazione della specie e del relativo patrimonio genetico (anche se l’Homo Sapiens culturalmente si è  parzialmente affrancato da questa legge naturale ).
Per contro una condizione di tranquillità, la meditazione, la preghiera, il sonno,come pure l’allenamento fisico, sono in grado di rallentare il battito cardiaco.
Si definisce Bradicardia una frequenza cardiaca inferiore a 60 battiti al minuto, mentre si dice tachicardia una frequenza superiore a 100 b/m’.
Però per alcuni può essere normale anche una frequenza cardiaca inferiore.
Ciò che differenzia una bradicardia fisiologica da quella patologica è la capacità del cuore di incrementare la velocità del battito in seguito a stress (sforzo) fisico, emotivo o farmacologico,mentre ciò non succede nella bradicardia patologica,con conseguenti sintomi da bassa portata circolatoria ( sincope, pre-sincope, sbandamenti, disorientamento, astenia, ecc.).
La frequenza cardiaca basale a riposo dipende da caratteristiche individuali ( a volte anche familiari ) e viene modulata dall’attività endocrina (ormonale) di alcune ghiandole come la tiroide ed i surreni, ma soprattutto dall’equilibrio dinamico tra le due componenti del sistema nervoso autonomo:
1) ORTOSIMPATICO   e  2) PARASIMPATICO.
La prevalenza del primo provoca un aumento del battito cardiaco tramite il mediatore chimico NORADRENALINA. Ciò avviene durante la veglia, sforzi fisici, situazioni di stress, ansia, paura,ecc..
Il Parasimpatico, invece, rallenta il battito cardiaco tramite liberazione di ACETILCOLINA e prevale durante il sonno, nella stimolazione di alcuni organi interni (stomaco, intestino, vescica, ecc.), in forti shock emotivi, per dolore intenso, o anche per un semplice prelievo di sangue ( Sindrome vagale o vasovagale).
Partendo dalla osservazione che in natura gli animali più longevi hanno frequenze cardiache molto basse, mentre quelli che hanno frequenze cardiache elevate, hanno una vita molto più breve (si va dalle grandi tartarughe che possono vivere alcune centinaia di anni con 20 b/m’, al criceto che vive circa 3 anni con 450 b/m’), nel 1997 alcuni ricercatori hanno elaborato l’ipotesi che il cuore degli animali abbia un numero fisso di battiti da consumare nel corso della sua vita: maggiore è la velocità, minore è la durata.
Ovviamente tale ipotesi necessita di conferme, però molti ricercatori ritengono che una frequenza cardiaca elevata possa essere un indice prognostico negativo che condizioni una minore longevità e una maggiore probabilità di avere un infarto miocardico e/o di scompenso cardiaco.
Una frequenza di 70 b/m’ sembrerebbe il limite al di sopra del quale scattano gli effetti negativi.
L’utilità di tenere bassa la frequenza cardiaca è nota da molti anni ai cardiologi, che infatti, sulla guida di importanti studi clinici, utilizzano farmaci beta bloccanti (che rallentano il battito cardiaco) per migliorare la prognosi dei pazienti con cardiopatia ischemica sia in merito alla qualità, che alla quantità di vita.
Studi recenti con un nuovo farmaco, l’IVABRADINA, che con meccanismo diverso dai beta bloccanti riduce la frequenza cardiaca, hanno confermato che avere meno di 70 b/m’ riduce notevolmente il rischio di morire d’infarto e di scompenso cardiaco.
Il presupposto fisiopatologico del vantaggio di una frequenza cardiaca bassa si basa sui seguenti fatti;
-Il ciclo cardiaco si compone di una fase di contrazione (sistole) in cui il muscolo cardiaco si contrae per spingere il sangue in giro per il corpo ed una fase di rilasciamento (diastole)in cui il muscolo si rilascia per permettere al sangue di entrare  nei ventricoli per riempirli e dare luogo alla successiva sistole;
- La contrazione del muscolo cardiaco consuma energia e necessita di Ossigeno e nutrienti;
- Durante la sistole nella parete miocardica scorre poco sangue perché i vasi coronarici sono schiacciati dalle cellule muscolari in tensione;
- Durante la diastole cessa la compressione sui vasi coronarici, per cui il sangue riprende a circolare nella parete cardiaca rifornendo le cellule miocardiche di ossigeno e nutrienti.
Dato che la sistole ha una durata pressoché invariabile, il rallentamento della frequenza cardiaca è dovuto solo al prolungarsi della fase diastolica.
Pertanto si riduce il numero di sistoli al minuto, con un minore consumo di energia e di Ossigeno, mentre aumenta il tempo in cui il cuore è in fase di rilasciamento, durante la quale riceve ossigeno e recupera energia. Questo si traduce in una migliore  e maggiore sopravvivenza delle cellule cardiache.
In  conclusione non tutti dobbiamo assumere farmaci per rallentare il battito cardiaco, ma  tutti possiamo aiutare il nostro cuore migliorando lo stile di vita, evitando attività
troppo stressanti, non assumendo sostanze eccitanti e praticando una regolare attività fisica, che oltre a ridurre la frequenza cardiaca, contribuisce a mantenere un adeguato peso corporeo,altro importante fattore condizionante la qualità e la lunghezza della nostra vita, sia attraverso un danno cardiovascolare, ma anche per lo stretto legame,  oramai assai evidente, con vari tipi di neoplasie .Ma questo è un altro capitolo!

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