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Ecografia in Senologia PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 13 Aprile 2011 16:57

 

L’ECOGRAFIA IN SENOLOGIA

 

A cura del Dr. Antonio D’Antonio

Dirigente Ecografista Senologo Asl Na2 Nord Distr.41

 

L’ecografia mammaria è tecnica singolare e dinamica che necessita di un operatore preparato e attento:

Egli fa la differenza con le sue capacità professionali ,strumentali e diagnostiche.

In ecografia un operatore NON vale  l’altro.

Ecco  perché quest’indagine si distingue dalla mammografia fondamentalmente per la sua attuazione pratica, la sua realizzazione ed anche per l’origine della sua informazione.

L’esplorazione ecografica del seno è il prolungamento della mano che palpa, gesto” artigianale”,

unico e non sovrapponibile ,espressione di una competenza specifica al servizio

del paziente e dunque a suo vantaggio.

Perciò questa tecnica si distingue dalla mammografia, esame standardizzato,

che necessita di apparecchi sempre più sofisticati e di un’organizzazione complessa che permette,

soprattutto, la riproducibilità dell’esame.

 L’interpretazione della mammografia può essere realizzata in maniera differita e da diversi lettori.

Diversamente si può dire per l’ecografia ed in particolare per l’ecografia mammaria che consiste in  lunghe sequenze di immagini( quasi come un filmato  )tra le quali l’operatore sceglierà, in tempo reale, quelle che per lui sono le più suggestive e degne di rilievo. È dunque questa scelta personale che condiziona la qualità dell’esame, la credibilità della diagnosi. Questa è una delle ragioni essenziali per cui l’ecografia mammaria non può sostituirsi alla mammografia in quanto esame di screening, di prima scelta.

 

Che cos’è l’ecografia mammaria?

 

L’ecografia è una tecnica che utilizza gli ultrasuoni, indolore, non invasiva che studia la mammella senza l’uso di raggi X o l’iniezione di sostanze radioattive

Essa mira ad ottenere immagini in merito a lesioni nodulari; verificarne la presenza, misurarli nelle tre dimensioni, ed esaminarne le caratteristiche (solido, liquido, misto), i margini, i rapporti con le altre strutture.

Contemporaneamente con la tecnica color-Doppler associata, si può studiare la vascolarizzazione dei reperti individuati ottenendo utili informazioni in merito alla probabile natura maligna o benigna delle lesioni.

Altresì tale metodica consente di valutare eventuali formazioni linfonodali in sede o ai cavi ascellari.

 

Quando è necessario fare un’ecografia mammaria?

Va effettuato in tutti i casi in cui vengono riscontrati noduli palpabili, modificazioni di forma e volume del seno, secrezioni del capezzolo, processi infiammatori, traumi.

Se le caratteristiche della lesione riscontrata con l’ecografia sono sospette, l’indagine va completata con una mammografia, e/o eventuale ago aspirato e/o biopsia.

A partire dai 20 anni di età , ai fini della prevenzione delle malattie del seno, è necessario cominciare ad effettuare una visita senologica e un’ecografia mammaria

Questo tipo di indagine, è particolarmente indicato per le donne giovani, che hanno un seno denso e facilmente studiabile con l’ecografia

Dai 30 anni in poi , a seconda delle caratteristiche strutturali della ghiandola mammaria, si deciderà se integrare l’ecografia con la mammografia, per una diagnosi più accurata.

Dai 40 anni in poi , o anche prima in caso di familiarità per tumori, bisogna cominciare ad effettuare la mammografia, eventualmente integrata con l’ecografia, nei casi di seno particolarmente denso.

E’ necessario, poi, eseguire l’ecografia in tutte quelle pazienti, asintomatiche, per definire meglio e completare la diagnosi di una mammografia, in cui sia stata evidenziata una lesione sospetta.

Questo esame diagnostico, si rivela utilissimo anche per la diagnosi e la valutazione dell’evoluzione di un processo infiammatorio della mammella (mastite), o di un ematoma verificatosi come conseguenza di trauma sulla mammella.Si utilizza anche per la valutazione delle dimensioni di un tumore dopo trattamenti chemioterapici adiuvanti per i tumori della mammella e per lo studio delle mammelle con protesi.

 

L’ecografia mammaria è una metodica d’indagine molto sensibile che dà numerose informazioni. Ma secondo una legge fisica ben conosciuta, la specificità è funzione inversa della sensibilità. Da queste diverse considerazioni deriva l’indicazione principale all’ecografia mammaria (eccetto nel caso di una donna giovane): è un aiuto all’esame mammografico. L’uso congiunto della mammografia e dell’ecografia mammaria da più di 25 anni ci permette di affermare che in un rapporto da 1 a 4, se non da 1 a 3, la sensibilità dell’ ecografia richiama la nostra attenzione su un settore mammario particolare di cui si riprenderà il discorso per un’analisi radiologica (lastre ben eseguite, incidenze varie, lastre con particolari ed ingrandimenti).

Questa complementarietà esemplare a riguardo della mammografia troppo spesso buia (eccetto che per l’individuazione delle microcalcificazioni) non ci permetterà di dire alla paziente "non vedo niente" ma "non c’è un’immagine sospetta". Questa sfumatura semantica ci consente di affermare che è inquietante pretendere di occuparsi dell’immagine mammografica senza l’aiuto di una tecnica ecografica affidabile in completamento, spesso determinante, alla mammografia. Infatti, la mammografia da sola è spesso condannata a sostituire un problema con un altro problema.

Alla fine delle indagini frasi come "da controllare fra 6 mesi" o "controllo attento e ravvicinato", motivo di angoscia insopportabile per la paziente, devono ( se l’operatore è esperto e competente)sostituirsi almeno in due casi su tre ad una risposta del tipo "assenza di lesioni mammarie sospette sia alla mammografia che all’ecografia" che porterà ad un controllo la cui frequenza dipenderà dall’età della paziente e dal suo caso specifico.

Dr. A. D’Antonio*

*Curriculum Alla Pagina" Staff Scientifico" 

 

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Ultimo aggiornamento Martedì 27 Settembre 2011 21:11