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CARDO MARIANO: LA PIANTA DEPURATIVA DEL NATALE PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 24 Dicembre 2018 09:54

Questa bella pianta delle Composite deve il suo nome a una tenera leggenda: le macchie bianche che costellano le foglie inferiori, disposte a stella, sarebbero state formate dalle gocce di latte cadute dal seno della Madonna mentre allattava il piccolo Gesù. Il cardo mariano cresce ovunque nel bacino mediterraneo svettando i fiori piumosi color ametista sul lungo gambo fibroso.

Il suo regno è però quello dei disturbi epatici, grazie a un componente attivo, la silimarina, che stimola il rinnovamento dei tessuti del fegato e si dimostra efficacissima negli avvelenamenti acuti causati dai funghi velenosi.  Il suo effetto rigenerante sul fegato rende il cardo mariano prezioso in questo mese oscuro, così faticoso per l'organismo.

 

Tra le varie specie di cardi ce n'è una che entra in cucina, la Cynara Cardunculus. Popolarissimo in Piemonte, dove è protagonista della bagna caoda, questo gustoso ortaggio dai fusti carnosi, di sapore simile al carciofo, ma più delicato, condivide con i suoi parenti selvatici i benefici effetti su fegato e pancreas. Chi non soffre di particolari disturbi ma vuole dare una sferzata d'energia ai suoi organi può inserirlo nella dieta, al posto del cardo mariano. Lo si cucina in vari modi: brasato, stufato, impanato a mo' di cotoletta vegetale o nella classica versione piemontese, risulta sempre delizioso.

l cardo mariano è una specie spontanea che cresce in tutta Italia e il suo impiego in cucina può dare vita a un gran numero di ricette, tutte gustosissime e tutte dimenticate dalla gran parte di italiani. Eppure il cardo mariano è una pianta usata in cucina fin dai tempi di Plinio il Vecchio (I sec. d.C.). Se oggi il cardo mariano si raccoglie nei prati incolti, un tempo ero diffusa la sua coltivazione a scopo alimentare.

Del cardo mariano, in cucina, si usano foglie, fusti, radici, colletto, semi e capolini… insomma, non si butta via nulla.

La radice rappresenta un autentico ortaggio, si può sbucciare e lessare e consumare proprio come siamo abituati a fare con carote, rape, bietole… il suo sapore è simile alla barba di becco (Tragopogon pratensis). Il colletto, la parte che segue le radici, può essere privata di spine, lessata e condita oppure tritata per arricchire minestre, stufati e minestroni.

Le foglie del cardo mariano da usare in cucina, vanno raccolte in inverno perché è in questo periodo che sono più tenere e dolci. Dopo aver rimosso le spine si possono tritare grossolanamente per aggiungerle a insalate miste di verdure o insalate realizzate di cardo. Le foglie si possono consumare anche previa cottura: una volta lessate potete usarle in ricette proprio come fareste con bieta da costa o spinaci… quindi potete realizzare dei fantastici ravioli o cannelloni con ripieno di cardo mariano e formaggi.

I fusti vanno sbucciati attentamente per ottenerne il cuore: sono teneri e dolci. Potete usarli per fare minestre, arricchire insalate, pinzimonio o da consumare da soli con maionese. Potete usare il midollo dei fusti del cardo mariano in cucina proprio come fareste con gli asparagi. Attenzione però! Se le foglie vanno raccolte in inverno, i fusti vanno raccolti in primavera, prima che spuntino i capolini. Se notate i capolini, questi si consumano come se fossero dei carciofi in miniatura, se avete delle ricette di risotto ai carciofi, sostituite i carciofi con i capolini.

l cardo mariano può essere usato in un gran numero di ricette. I  capolini possono prendere il posto dei carciofi, la radice pulita e sbucciata può sostituire carote e rape… Le coste centrali, invece, si possono fare alla parmigiana o arrostiti!

( liberamente tratto da  Riza.it- Ideegreen)

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Ultimo aggiornamento Domenica 27 Gennaio 2019 10:02